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Il prezzo dell'oro, bene rifugio per eccellenza, inaspettatamente crolla

Articolo · Redazione ·

Dai massimi storici di poche settimane fa a 5.600 dollari l’oncia, l’oro ha perso il 25%, scivolando in area 4.200. Il movimento si è intensificato proprio mentre il conflitto in Iran è entrato in una fase di escalation. Una guerra che, sulla carta, dovrebbe spingere la domanda di beni rifugio.

Perché guerra significa incertezza, inflazione, rischio sistemico: elementi che storicamente sostengono il prezzo dell’oro. E allora come mai sta accadendo il contrario?

Come mai la capitalizzazione dell’oro è scesa sotto i 30mila miliardi di dollari rispetto al record dei 40mila miliardi toccato solo qualche settimana fa? 

 

I motivi:

- Rafforzamento del Dollaro e Tassi Fed: La nomina di Kevin Warsh alla Fed (percepito come fautore di tassi alti) ha rafforzato il dollaro, rendendo l'oro meno attraente. Tassi più alti aumentano il costo opportunità di detenere oro, che non produce interessi.

- Riduzione della Leva Finanziaria (Deleveraging): Le posizioni speculative elevate ("crowded trades") sono state costrette a chiudersi, innescando vendite forzate (margin call).

- Contesto Macroeconomico: Nonostante le tensioni geopolitiche, l'oro ha perso la sua funzione temporanea di bene rifugio in favore di una liquidazione per ottenere contanti. Anche l'aumento dei requisiti di margine sulla Borsa di Shanghai ha contribuito alle vendite a catena.

- Riposizionamento speculativo e prese di beneficio: L'oro ha registrato un lungo mercato rialzista che ha attirato molto capitale speculativo. Dopo il picco, gli investitori stanno vendendo per incassare i guadagni, provocando un "panic selling" che ha colpito anche l'argento. 

 

Nonostante questo calo,alcuni analisti considerano il ritracciamento come un riposizionamento tecnico piuttosto che una fine del trend di lungo periodo.

 

Non solo oro in calo
L’oro non è però l’unico metallo prezioso a registrare una flessione significativa. Anche l’argento - che lo scorso anno ha messo a segno un record di quasi il 150% - è in netto calo con perdite di oltre l’8% sul mercato spot e più dell’11% sui contratti future, che portano il prezzo sui minimi da inizio 2026. Le vendite si estendono poi agli altri metalli, tutti reduci da un 2025 di forti rialzi: il platino (+125% nel 2025) cede oltre il 10% e il palladio quasi il 7%.

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